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Pagina:Albertazzi - Il diavolo nell'ampolla, 1918.djvu/14

6 il diavolo nell'ampolla


una lagrima, ferma, tra ciglio e ciglio, in coda all’occhio.

Allora parlò colui:

— Sapete perchè l’avete perduta, la vostra donna? Perchè era onesta. Le altre, che non si accorano d’aver il marito lontano, quelle, state pur sicuro, non muoiono!

Gli ascoltatori approvarono, e la conversazione prese un andamento piacevole. Saverio rideva non meno degli altri, e più forte.

Nessuno avvertiva in lui un’eccitazione strana: per l’insonnia — tre notti che non dormiva — ; per la fame — dalla sera innanzi non aveva mangiato che una mezza pagnotta — ; per il piacere stesso che, in contrasto con la sua sventura, provava a riudire il suo dialetto, a trovarsi fra gente delle sue parti, in vista ai noti luoghi, lontano dalla vita di guerra. Nessuno, neppure il vicino, dubitava ch’egli non fosse una clamorosa testimonianza del motto: “Chi è morto, giace; e chi è vivo, si dà pace„.

Carlino e Saverio discesero alla stazione di San Niccolò. Una stretta di mano; buona sera!, e si separarono.

Il soldato s’incamminò a passo di marcia per la viottola solitaria.