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Pagina:Albertazzi - Il diavolo nell'ampolla, 1918.djvu/118

110 il diavolo nell'ampolla


— Via! — insistè il conte rialzandosi e asciugandosi le dita nel fazzoletto. — Quale professione sceglieresti?

Bisognava finirla.

— Nessuna.

Fu un nuovo colpo inatteso. Ma non doloroso; anzi! Al filosofo parve di giungere improvvisamente a una felice scoperta; tale che tacque a lungo. Poi tolti dal gilet alcuni soldi, li porse al ragazzo.

— Ti ringrazio; e ci rivedremo.

Era poco lungi, per la strada, quando udì dei passi dietro a sè. Si volse. Celso col cappello in mano, disse (e le labbra gli tremavano):

— Mi perdona?

Il conte gli pose la destra sulla spalla e tornò a fissarlo. Che occhi! — Sì, figliuolo!

E riprese la strada pensando: — Intelligenza; animo ardito; cuore, e, per di più, inclinazione latente!

II.

Questa dell’“inclinazione latente„ era una delle sue idee. Anche nel campo dell’intelligenza — diceva — la natura è non di rado riserbata, quasi timida, gelosa dei suoi tesori; e ingegni non comuni restano improduttivi e