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Pagina:Albertazzi - Il diavolo nell'ampolla, 1918.djvu/111


Ferdina 103


piano piano; s’accostò. Ad accertarsi che dormiva?

Egli stava per riaprir gli occhi, chiedere:

— Vai via? — Ma intuì. Sentì che si abbassava, che col suo viso gli sfiorava il viso. Un attimo. E calde e lievi le labbra di lei si strinsero e si chiusero a un bacio appena sensibile, su la guancia deturpata.

Ah! afferrarla, stringerla al cuore, baciarla nella fronte gridando con anima pura, con tutta l’anima: — Ferdina! Ferdina! — No: gli parve una contaminazione; con uno sforzo supremo si contenne. Ella si era allontanata rapida, su l’erba; ed egli, risollevando le palpebre, la scorse che si fermava e si voltava. Dubitava d’averlo destato; temeva che se ne fosse accorto. Rassicurata, scomparve dietro la casa.

E allora egli ruppe in singhiozzi.

Ma la mattina dopo partiva per la frontiera.