Apri il menu principale

Pagina:Albertazzi - Il diavolo nell'ampolla, 1918.djvu/109


Ferdina 101


padre imparò che era vero che Guido stava combinando un grosso affare e che dava segni di aver messo la testa a posto; e cominciò a difenderlo. Questa è bella! Anche mia madre, perchè io, a costo di morir di crepacuore, non ne volevo più sapere, cominciò a dar torto a me! La guerra ha fatto il resto, e adesso ci vogliamo bene sul serio.

Intanto che la ragazza discorreva, Baredi la seguiva rimproverandosi. Quant’era difficile giudicare le donne! Con che ingiustizia aveva giudicata Ferdina, così buona e leale; così schietta e forte nei suoi difetti e nei suoi contrasti; così sana e assennata! A confrontarla con le donne che gli stavano più in mente gli pareva di dover sorpassare un abisso. O l’abisso, piuttosto, era in lui?

— Il maggior bene del mondo — Ferdina ripigliava — non sta forse nel volersi bene? Vede? Mio padre e mia madre sono di stampo antico; senza istruzione, senza finezze; ma mi han dato a conoscere che a questo mondo più si vuol bene, e più se ne vorrebbe, e s’è più contenti.

— O l’abisso è piuttosto in me? — si chiedeva Baredi. Era in lui, tra il modo con cui concepiva la vita nel passato e il modo con cui gli si presentava ora, dopo l’intervallo tra-