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Pagina:Albertazzi - Il diavolo nell'ampolla, 1918.djvu/10

2 il diavolo nell'ampolla


viso. — Dimenando la testa significava: — Questa doveva capitar proprio a me!

Quando la porticella fu riaperta, che già il treno era in moto.

— Oh! Carlino!

— Oh! Saverio! Sei qui?

Il sopravvenuto atteggiava il volto a mestizia; nell’altro il piacere dell’incontro pareva superar la tristezza dell’occasione.

— Ho viaggiato tutta notte. Sono arrivato, da Verona, a mezzodì, e ho fatto appena in tempo a correre da mio cognato, all’arsenale.

— Rubata! — esclamò l’amico. — Ti è stata rubata, Saverio! Nemmeno il dottore sa capire il come e il perchè della disgrazia, così, d’un tratto.

— Cosa importa saper il come e il perchè? — il soldato disse a voce anche più alta. — È morta, ecco!

— Hai ragione.

Inutile indagare; argomento concluso. Potevan passare ad altro.

— Ditemi, Carlino. Vostro nipote?

— Ferito a una gamba; ne avrà per qualche settimana.

— Me ne rallegro, che si tratti di poco. E gli amici? Otto mesi che non ne ho nuova! Michele Costa?