Pagina:Alamanni - La coltivazione.djvu/26

10

nostra Etruria, ma in tutta Italia per altro secol fusse giammai: e mi pento che di tal grazia concedermi non Le doverrà gravare, considerato almeno (oltr’ad ogni altra cagione), che amando Ella e adorando il Suo Re siccome dilettissimo Padre e divina cosa, avrà certamente sommo piacere di udir Seco le molte e verissime lodi di Sua Maiestà, che in essa alcuna volta si contengono; scritte da me nondimeno più per accendere gli uomini al ben col Suo essempio, che per piacer ad altrui. SupplicoLa adunque con quella più umiltà che mi si conviene, che di ciò far per me Si disponga; degnandoSi appresso di supplire colle sagge e acconce Sue parole, come alla troppa bassezza mia verso di tanta Reale Altezza sarà richiesto; ricordandoSi di far per me quella scusa e del soverchio ardir mio, e della indegnità del libro, che far si soglia per quelli che cercando nome in questa vita, e vita appresso alla morte, si metton per il cammin più