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Questa mane è piovuto, e alla mia stanza sale
dalle aperte finestre quell’odore autunnale
dei boschi, che risuscita forme e sogni scordati:
abbadie scure e mute; monaci incappucciati;
vecchie selve, dimora favolosa di maghi
dalla bacchetta d’oro; grotte profonde, e laghi
tetri, dal fondo verde d’alighe lunghe e folte,
forse chiome ribelli di naiadi, sepolte
sotto quell’acque...
            A quando a quando il sol percote
la parete di contro, e muta tinte e note