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e ancora evocheremo, nell’incanto
d’aprile, le passate
estasi e dolce invaderà lo spirito
un bisogno di fede e di preghiera.

Oh nella notte andar di primavera
tra le fragranze delle prime rose
e la solfa pacifica dei grilli!
andar muti così, stretti per mano,
nel sonno delle cose
e il vivo fiotto dell’amor lontano,
come onda che zampilli
fresca improvvisa fuor da un’arsa rupe,
erompere dal nostro arido cuore!

Non credi tu che il seppellito amore
risorgerebbe? Oh ch’io riprovi un’ora
sola d’ebbrezza, un attimo d’oblìo
per le angosce dall’anima patite!
Oh ch’io risenta ancora
l’impeto nel mio cor di mille vite
benedicenti Iddio,
Dio che agli uomini diè la giovinezza
e alla patria degli uomini l’aprile.