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ali ardite e possenti —
i miei giovani sogni,
i miei palpiti ardenti,
le speranze immortali.

Anch’io con volo aperto
dietro un sogno d’amore,
dietro un amico albore
che mi ridea lontano,
anch’io fui còlta, e il dardo
mi lanciava un nemico
ben più del tuo gagliardo
che del mondo è sovrano.

Tu, morto sei col sole
negli occhi, in mezzo ai fiumi
dei silvestri profumi,
e a sospirar la festa
perduta mancò l’ora.
A me, per la tenace
cura che mi divora
tutta la vita resta.