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O fresco aprile, o sano odor di timo!
Ridir t’udii, tra i crocchi, una volgare
celia; ti vidi, ignobile giullare,
di que’ tuoi lazzi rider tu pel primo.
O fresco aprile, o sano odor di timo!

Tu nuove arguzie rimestando in mente
di me non t’eri accorto.
Io tremai come se vedessi un morto,
un caro morto amato inutilmente,
tra quella folla gaia e indifferente.

Sul cor mi cadde, come un velo fosco,
un subito sgomento.
E a chi di te mi chiese in quel momento
io rispondere osai: — Non lo conosco! —
Sul cor mi cadde come un velo fosco.