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Io non sappia che oscuro
d’imminenti procelle
ci sta sopra il futuro;
io sogni come allora,
in quella notte, un gran sogno di stelle.

Nulla io sappia del folle
mondo; di forsennate
stragi per poche zolle,
di madri che ai figliuoli
tendono invan le braccia disperate;

nulla io sappia e soltanto
come allora, nel suono,
o piuttosto nel canto
delle campane, io senta
una grande promessa e un gran perdono.