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Nelle notti d’April, sparse le belle
trecce sul peplo candido, il profondo
sguardo rivolto alle tacenti stelle,
         passar la vede il mondo.

*

O voi, che i vostri palpiti e i tormenti
vostri, e l’ebbrezza dei segreti amori,
nell’impeto febeo gettate ai venti
         come un pugno di fiori;

ben la vedeste, o giovani poeti,
bene udiste la Dea dirvi: — "La terra
altri amori, altre angosce, altri segreti
         dei vostri, in grembo serra!