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È forse l’aria
troppo viva, Abenèzer?... Dalle aperte
finestre entra un odore, un fresco odore
di foglie nove e di cielo sereno...
Ecco, ha smesso Abenèzer di cercare
tra’ i suoi volumi, e sulla sedia, inerte,
con gli occhi alla campagna ampia, rimane
perso in un sogno antico...
                    — Eh via che l’ora
fugge! —
       È già in piedi, ad ogni libro toglie
la polvere con cura e piega e ammonta
le carte sparse; ad ogni oggetto assegna
un posto novo e nella stanza, a mano
a mano, tutto par sorrida e brilli...
Abenèzer, chi aspetti? In festa frusciano
le tende alle finestre, entra più forte
l’odor del novo verde e dei nascenti
fiori... Il cielo ha il color di quel lontano
Aprile... ti ricordi?... Son passati
tanti anni!... Ora Abenèzer si risiede;
nessuno invero aspetta, e chi