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PREFAZIONE

MAI!

 
Sotto la luna i mille cavalieri,
come a squillo che chiami alla raccolta,
vanno, volano, ansanti, a briglia sciolta,
curvi sul crine dei cavalli neri.

Ciechi, folli, non vedono, sui vaghi
poggi, il grappolo offrirsi dalle viti,
nè i casolari lampeggiar gl’inviti
di pace, in riva agli assopiti laghi.

No, no, no! Solo, luminoso, alato,
bello d’una terribile bellezza,
con voce di comando e di carezza
chiama il sogno da tanti anni sognato.