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Non conosce la gloria
del morir combattendo, e gli odi acuti
non sa, non sa i dolori
che ignoti gladiatori
sopportan muti.

Vive, e forse di vivere non sente.
D’ebbrezze ignaro e d’impeti d’amore
stende le braccia lente
senza mettere un fiore.
Tale al soffio gentil che lo accarezza
nella mite stagione,
tale al rude aquilone.
Una palma lo guarda... e lo disprezza.