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acceso in volto ripetendo andavi:
meglio, o meglio Signor non esser nato,
e tanti strazi, e tanti obbrobri, e tante
viltà, Signore, ignorerei! — Pentito
poi di quelle parole e con dimessa
fronte, aggiungevi: — sia compiuto il vostro
voler, Signore!
            Io ti rivedo, io sento
veracemente il concitato suono
della tua voce, e dentro il cor tremante
ancor la procellosa eco ne ascolto.
Certo non fuvvi alcun che a te venuto
domandando soccorso, insodisfatto
partisse! E con che industre animo, il modo
trovar sapevi di celar la santa
opera tua! Ben chiaro era il comando
divino pel tuo cor: — La destra ignori
quel che dà l’altra! — e sollevato e pago
come d’un ceppo alle tue membra sciolto,
vedevi il poverel girne contento.
Quando nel tempio tu pregavi, tutta
l’anima tua mandava lampi e vive