Pagina:Aganoor - Leggenda eterna, Torino, Roux, 1903.djvu/198


Poi con un gran sospiro
ti scotevi d’ un tratto e ritornavi
accanto a noi tutto ridente in volto
e tutto care celie, al modo istesso
d’un, che il perdono guadagnar s’adopri
di qualche errore. Oh come allora, e sempre
di più t’amavo, e come il tuo gran core
intendevo, o mio santo! Eri fuggito
ben lontano da noi, da me, da tutte
le umane cose; il gran mistero, il forte
desiderio di Dio t’avean rapito
lassù lassù; scordato avevi il nostro
piccolo mondo, il nostro gran legame
umano. — Istanti! — e pur te ne sentivi
rimorder quasi, e a noi tornavi, acceso
di nova tenerezza e pronto a offrirci
un compenso d’affetto e di carezze
anche per quella breve ora d’obblio.
Così scrollando dal pensier l’assidua
brama del Cielo, eri divino, il bene
de’ tuoi, costante, anteponendo al grande
tuo segreto sospiro, al sogno eterno