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  Invan, Claudio, di porpora
rivesti le corrose assi del soglio!
Le forti romane aquile
stridon ferite appiè del Campidoglio,

  e in pugno alto la fiaccola
tra gli arsi templi e i portici crollanti,
te vedran cupo assorgere
i nipoti pigmei d’avi giganti.

*

  Io penso, io penso... Or passano
bianchi veli e lucenti occhi d’almee,
sui vespri d’oro assorgono
nitidi i minareti e le moschee...