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Sotto la mia finestra
al mite sol d’Aprile spalancata
rompe d’un tratto un suono di chitarra,
una gaia strappata,
preludio a una gioconda frenesìa
di note, quasi un urlo d’allegria,
uno scoppio di balda giovanezza
riboccante d’ardore,
e d’impeti d’amore,
e di gioia, e di forza, e di follìa.