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riso d’un’altra bocca, al blanditore
suono d’un’altra voce, al muto invito
d’un altro sguardo; e il vostro occhio fedele
pregherà indarno, e la parola accesa
di tenerezza, e i sogni, i patti, il pianto,
le carezze, i ricordi, inabissato
tutto e travolto sarà in fango!... in fango!...
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Chi piange dietro quella quercia? È stolto
piangere; è stolto! Io non piansi! Io non piango!
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