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me ne stetti per ore, affascinata
da quella voce, che da prima un cheto
sommesso mormorìo mi parve, e crebbe
più viva e concitata, a mano mano
che tornava il pensier sulle affannate
vie del dolore antico. Io tutto, o quasi,
ritenni; ella dicea:
         — Fanciulle, udite
la parola che salva, e uccide i folli
sogni che costan lagrime... Perchè
fidate voi nell’ uomo, e poi piangete,
piangete? Ecco, io vi dico la parola
ch’io stessa udii per un prodigio... È forse
un secolo?... chi sa? chi si rammenta
quando fu?... Me la dissero una chiara
notte le stelle — e tutto l’universo
ascoltava con me (per questo i fiori
son tutti morti), — dissero! Egli mente!
Egli mente! — Era vero... È vero: l’uomo
mente e mentir non crede; a lui non basta
— rammentate! — una sola anima schiava;
e i sospiri, i sorrisi, i supplicanti