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Perchè mai da tanti e tanti
anni vive là, sola, il dì, la notte,
col suo grande segreto e le chimere
che a lei suscita intorno la follia?
Son tante e tante le bizzarre istorie
che narrano di lei! Rimane assorta
(dicono) senza proferir parola
per lunghi giorni e lunghe settimane;
poi d’improvviso, vòlta all’assopita
foresta — che par sogni, alta nel cielo —
ritta nel vespro come una sibilla,
le bianche ciocche libere nel vento,
parla per ore all’erbe, ai vecchi abeti,
alla Luna che ascende da la valle,
alle nubi, alle lucciole, siccome
a vecchi amici. Narra degli andati
giorni — i giorni giocondi e fuggitivi
dell’infanzia; — o ammonir di giovanette
una schiera invisibile si finge.
Una sera, non vista, io venni presso
quella capanna, e sovra un sasso, dietro
una quercia, alla luce delle stelle,