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Stendi, o Signor, la mano
che placa, sulle accese
ire, sulle contese
di questo gregge umano;

tuona che tutto è invano,
tutto invano: i più lati
dominii, i soggiogati
eserciti, il sovrano

trionfo; apri all’errore
gli occhi che iniquo serra
e intenda che la terra
è assetata d’amore! —