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d’aprile; ma che giova
quest’allegrezza nova
se nel core ho l’inverno! —


LA BREZZA

 
— "Ignoro chi tu sii; le andate ignoro
gioie che piangi. Se carezzo e bacio,
non io farlo vorrei, nè indago i sogni
di voi mortali. Come voi costretta
ad obbedir l’ignoto,
canto e passo nel vuoto
avida di vendetta." —

O triste brezza! passa pur ma taci,
taci il segreto e all’anima consenti
il sogno. Troppo ci ammaestra il vero
col suo sottile roditor veleno!