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così dal mio riposo
la tua calda parola ecco mi desta,
e dal tedio gravoso
anch’io levo la testa
come la pianticella
già costretta dal gelo
che mette foglia e leva il molle stelo
sul pesante sudario.

Ma se tenace orgoglio
spiega l’inverno e nevi altre distende,
quel novello germoglio
l’ultima sera attende;
lo serbava il letargo.
ma la ridesta vita
novamente ferita,
dovrà per sempre cedere.