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è questo? Non degno d’insane
ferocissime belve
piuttosto che d’uomini, d’alte
menti, che la ragione
rischiara traverso la notte
terrena, rivelando
che vano, che improvvido è tutto
fuor che l’intimo, assiduo,
magnifico sforzo al fatale
ma faticoso ascendere
umano, a più larghe correnti
di pensiero, a più libere
coscienze, a quel sempre velato
ma onnipossente fascino
che in ombra ci appare se dormono
i sensi, e ci balena
talora tra i lucidi abissi
del cielo, e nella immensa
bellezza di tutte le cose;
e ci chiama, e ci attira,
e pronti ci vuole al comando
d’attingere per gli aspri