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Spettrali, d’edera avvolte, sorgono
Certose, e strane
ombre di monaci, sfilanti tacite
ad un monotono suon di campane.

Torna d’un ultimo sguardo, d’un avido
sguardo d’addio,
tutta la perfida dolcezza (o palpiti,
o angoscie, o lagrime date all’oblìo!)

Nell’aria salgono le note a perdersi
nell’ombra folta,
narrando storie dolci e terribili.
Muta ed immobile la Notte ascolta.