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senza un motore, o un motore senza cosa che si muova, è difficile o piuttosto impossibile; or non c’è moto, se mancano queste due cose, e queste due cose non possono essere uniformi giammai; noi pertanto riponghiamo sempre lo stato nell’uniformità e il moto nella non uniformità. La cagione della non uniformità è la disuguaglianza, e della sua generazione abbiamo discorso; ma come mai i singoli corpi dopo d’essersi separati secondo i loro generi non posarono dal muoversi e rigirarsi gli uni dentro gli altri, codesto non l’abbiamo detto, e ne ragioniamo così al presente.

La revoluzione dell’universo poscia ch’ebbe abbracciati i generi, essendo circolare e per natura sita avvolontata di adunarsi in sè medesima, gli stringe tutti e non ci lascia restare nessuno spazio voto. Il fuoco per ciò penetra rapidissimamente per tutto, secondamente l’aria come quella ch’è seconda al fuoco nella sottigliezza, e così (in questa proporzione) eziandio gli altri; imperocchè lasciando i corpi generati di grandissime parti vacuo grandissimo nella loro composizione, per contrario quei generati di picciolissime parti lasciando picciolissimo vacuo, il condensamento che sequita alla pressura caccia i piccoli corpi perentro gl’intervalli dei grandi. Ora i piccoli posti perentro i grandi, gli discernono, e i grandi alla loro volta adunano i piccoli, e per questo modo son importati tutti i corpi sù e già ai proprii luoghi, perchè ogni corpo, mutando grandezza, muta ancora il luogo dove sta. Cosi e per tali ragioni la generazione della dissagguaglianza durando