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il piacere sensibile 49

tuo desiderio cerca da me, è del sentimento del tatto; che è quello nel quale piú presto cade la sazietá fastidiosa; si che di ragione si può negare.

Filone. Manifesto è che a li sensi del tatto e del gusto (li quali fra tutti cinque son fatti, non solamente per sostentazione de la vita de l’uomo individuo, ma ancora per sostentazione de la spezie umana, con la simigliante generazione successiva, che è opera del tatto) la natura ha posto termine a l’opera di questi due piú che a nissuno degli altri sentimenti, che sono vedere, udire e odorare. E la causa è perché questi tre non son necessari a l’essere individuale de l’uomo né ancora a l’essere successivo de la specie, ma sono solamente per commoditá e utile degli uomini e degli animali perfetti. Donde, cosí come il suo essere non è necessario, cosí non ha bisogno di termini o limitazione ne la sua operazione; e cosí come il non vedere, il non udire, il non odorare non priva la vita de l’uomo, cosí non la priva il superfluo vedere, il superfluo udire, o il frequente odorare, se giá non fusse per accidente. Ma il gusto e il tatto, cosí come l’essere suo è necessario a la vita e successione umana, di modo che, se non fussero, si privaria; cosí l’escesso suo saria causa de la privazione de l’uomo: perché il molto mangiare e il molto bevere non manco ammazzarla l’uomo che la fame e la sete; e cosí la frequente coppula carnale; e l’escessivo caldo o freddo nel tatto saria causa de la sua corruzione. Ché, essendo vincolo di maggiore dilettazione in questi due sentimenti, per la necessitá sua a l’essere de l’uomo proprio e successivo, fu di bisogno limitarli naturalmente; perché, se bene la dilettazione li trasportasse a escesso dannoso, il limite naturale li refrenasse, acciò che tale escesso non potesse corrompere l’individuo. Di modo che la natura non manco sapienza ha usato in mettere natural limite e freno al sentimento del gusto e del tatto, [piú] che agli altri sentimenti, perla sua conservazione, che in quella che ha usato in producerli per l’essere suo. E se bene l’appetito de l’amante con l’unione coppulativa si sazia, e di continente cessa quel desiderio o veramente appetito; non per questo

Leone Ebreo, Dialoghi d’amore. 4