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nota 415

un posto cospicuo nella vita portoghese1: e all’ombra di questa potenza, il suo primogenito Giuda crebbe e studiò e divenne, sui vent’anni, medico giá reputato. Il padre stesso lo ammaestrò del sapere talmudico, gli aperse i segreti dell’esoterica Kabbalá, lo avviò alla conoscenza della filosofia greca classica e della Scolastica araba, ebraica, latina: gli diede cioè le basi su cui egli doveva poi edificare il suo sistema sincretistico (Elegia I, v. 107). E di questo sincretismo offriva giá segni non dubbi la fiorente sinagoga di Lisbona, ma particolarmente l’insegnamento di Giovanni Sezira, amico intimo di Isacco e probabile maestro del figlio nella medicina e nelle scienze naturali2.

Se non che, nel 1481 moriva Alfonso V: e le sorti degli Abarbanel cominciarono a declinare. Il nuovo re, Giovanni II, se si giudica dalla tenace ostilitá con cui li perseguitò fin che visse e dall’odio con cui parla di lui Leone, non solo dovette adombrarsi della potenza di Isacco, ma nutrire per lui personale rancore. Nel 1483 Isacco, caduto in disgrazia e sospettato di aver preso parte a una congiura dei Grandi contro il re, fugge a Siviglia: e qui tosto lo raggiungono (1484) i tre figliuoli, Giuda, Joseph, Samuele. Alla corte di Ferdinando il Cattolico il padre ebbe tosto modo di impiegare la sua abilitá come intendente delle imposte e apprezzatissimo consigliere; impiego tanto piú necessario in quanto le sue fortune in Portogallo erano state confiscate. Giuda non trovò ostacolo neppur lui a rifarsi una larga clientela, e arrivò, a quel che pare, all’alto onore di essere scelto qual medico personale da Ferdinando e Isabella di Castiglia; cosí risiedette per otto anni tranquillo a Siviglia, dove prese moglie ed ebbe nel 1491 un figlio, a cui diede il nome del nonno. Qui, se non giá a Lisbona, egli stesso cominciò a farsi chiamare Leone, — appellativo abbastanza diffuso di chi portava il nome di Giuda3, e certo (se è lecita una piccola malignitá) meno sgradito alla sua clientela cristiana.

  1. Cfr. sopra di lui Mai, Dissertatio hist. de origine, vita et scriptis Isaac Abarbanelii, Altford, 1708; M. Schwab, Abravanel et son epoque in «Archives Jsraélites», t. XXV, Paris, 1863; J. Guttmann, Die religionsphilosophische Lehren des Isaak Abravanel, Breslau, 1916. Edizione completa delle opere: Praga, 1831-’32, a cura del Landau. Biografia sincrona: Baruch Usiel Chaschetto, Vita di Isacco Abarbanel, premessa all’opera di quest’ultimo Ma’jenê ha-jeschu’ah («Fonti della salute»).
  2. Sul Sezira v. Carmoly, Osar Nechmad, II, 68 sgg. — L’esercizio della professione a Lisbona da parte del nostro è documentato dal Carvalho, op. cit., p. 13.
  3. Perché la tribú di Giuda è paragonata a un Leone nel cantico di Giacobbe (Genesi, 49, 9). Quando al nome di famiglia, Abarbanel è la forma vulgata, che ho