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374 iii - de l’origine d’amore

piú perfetto è l’atto intellettivo, tanto è maggiore e piú perfetta l’unione de l’intelletto intendente e de la cosa intelletta.

Sofia. Bastaria adunque questo atto intellettivo per l’ultimo fine de l’universo e sua perfezione, senza far menzione degli altri due.

Filone. Non basta, perché questo terzo non può venire se non mediante gli altri due: però che (come t’ho detto) de le cognizioni sono alcune che son senz’amore e altre che sono con amore, e di quelle che sono con amore è una che precede l’amore, e l’amore è fine di quella, e l’altra, a chi l’amor precede, è fine d’amore.

Sofia. Tornamele a ricordare breve e distintamente.

Filone. Quelle cognizioni ove non accade amore, sono de le cose buone e non belle, e per conseguente non desiate, o veramente per essere gattive e deformi odiate, o forse, per non essere o non parere belle né deformi, però non desiate né aborrite; tutte l’altre cognizioni che sono de le cose buone e belle, sono o di quelle de le quali l’amore o il desiderio è i fin loro, come è la cognizione del cibo, che quando se ne bisogna gli succede il desiderio, o di quelle che sono fine di desiderio, come il fruire esso cibo con unione. Non è dubbio che questa è la perfetta cognizione del cibo, cioè l’unitiva, e pertanto con quella cessa il precedente desiderio; e la prima cognizione di quello era imperfetta, per non essere ancora unitiva; e per il mancamento de l’unione gli succede il desiderio, che è quello che la conduce in perfezione unitiva, e allora cessa, cessando il mancamento: si che il desiderio e l’amore non è altro che via de la cognizione imperfetta, conducente a la perfetta unitiva. Di quella maniera accadeno li tre atti perfettivi de l’intellezione de l’universo a la prima causa: però che ’l primo atto reduttivo de la creatura è il primo conoscimento intellettivo che ha di sua immensa sapienzia e somma bellezza, e sentendosi distante da l’unione sua, l’ama e desidera venire a fruirla con perfetta unione e intera conversione di esso amante nel bellissimo amato; mediante il qual amore e desiderio di essa divinitá si viene a quello ultimo e perfettissimo fine unitivo, che è l’ultimo atto