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362 iii - de l’origine d’amore


Filone. Cosi come ogni delettabile par buono, cosí participa qualche cosa buona che ’l fa parer buono, e il desiderio tende in lui da la parte del buono qual participa; e tu vedi che la dilettazione (in quanto dilettazione) è buona cosa, cosí come la doglia, contraria di quella, (in quanto doglia) è gatti va: non è adunque senza ragione che, si come ogni doglia s’aborrisce teme e fugge, cosí ogni dilettazione si desideri speri e segua.

Sofia. Adunque come dici che molte dilettazioni son gattive e stemperate, e cosí li desidéri e li desideranti di quelli?

Filone. Può stare in un suggetto bene e male, non da una parte ma da diverse, perché può essere una cosa buona in piccola parte sua e apparente, ma gattiva ne la maggior parte sua e piú intimamente ed esistentemente. E tali sono le gattive e stemperate dilettazioni, che, in quanto dilettano, sono e paiono buone, ma in se stesse son gattive, però che ’l bene che hanno de la sua forma è unito con la malizia de la materia e sommerso in quella. Onde sono in sé gattive, e hanno qualche cosa di buono apparente che diletta; e ancora questo non è buono assoluto, né apparente né delettabile a tutti, ma solo a li suoi stemperati desideranti, che sono tirati nel desiderio del minimo bene loro, senza considerazione del superchio male che ha sotto di lui; ma li temperati non inganna quel poco bene apparente, perché conoscono il troppo male con che è misto, onde non il giudicano essere delettabile né desiderabile, ma vera doglia, la quale si debba aborrire temere e fuggire. E di questi si truovano assai ne l’appetito carnale, ché la maggior parte de le dilettazioni del gusto e del tatto venereo e altre mollicie sono gattive e perniziose.

Sofia. E sono alcune di queste carnali dilettazioni che sono pur veramente buone?

Filone. Si, quelle che sono temperate necessarie a la vita umana e a la progenie; le quali, se ben sono dilettazioni carnali, sono e si chiamano oneste, però che sono misurate e temperate da l’intelletto, principio de l’onestá; e li desideranti e desidéri di quelle sono veramente virtuosi e onesti.