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314 iii - de l’origine d’amore

che la generazione e filiazione non è altro che l’unione e fruizione del medesimo padre in atto.

Filone. Sottilmente arguisci, o Sofia ma se fussi piú sottile, vedresti per soluzione che l’atto di fruire il bello con unione non è propriamente né totalmente esso medesimo; avvenga che sia simillimo a quello come proprio figlio al padre, pur con quella similitudine paterna si gionta qualche impressione materna de la cognizione amante, che non saria atto di fruizione se non pervenisse dal conoscente amante nel bello cognito amato. Si che egli è vero figlio de li due: ha la parte materiale de la cognizione materna e la formale de la bellezza paterna; e come Platone dimostra, l’amore è desiderio di gravida per parturire bello simile al padre, e questo non solamente è l’amore intellettuale ma ancora il sensuale.

Sofia. Dichiarami come in ciascuno di questi amori consiste la gravidanza col desio di parturire il bello, e perché tanto si desiano le tali generazioni.

Filone. Tu vedi quanto, non solamente ne l’uomo, ma ancora in ogni animale è il desiderio de la cognizione del simile, e quanti affanni e travagli e pericoli li parenti, massimamente madri, pigliano per la generazione e educazione degli suoi figli, fino a esponersi a la morte per ben loro. Il fine primo è la produzione del bello, simile a quello di che la madre è ingravidata, e l’ultimo fine è la desiata immortalitá: ché non possendo essere perpetui (come dice Aristotile), gli individui animali desiano e procurano perpetuarsi ne la generazione del simile; la vita ed essere del quale molte volte procurano piú che la propria, perché gli pare che la sua giá passi, e quella è la parte sua che è per essere e per fare immortale la sua vita con la continua e simile successione. Ancora questi fini accadono ne l’anima umana, che, essendo gravida de la bellezza de la virtú e sapienzia intellettuale, desia sempre generare simili belli in atti virtuosi e abiti sapienti, perché con la vera generazione di quelli s’acquista la vera immortalitá, cosí e meglio di quello che li corpi animali l’acquistano ne la generazione de’ simili animali; e cosí come le reliquie de’ padri, mancando loro, consistono e