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unitá d’amore e desiderio 213

molte volte un nome, che ha generai significazione, suole applicarsi a una de le sue spezie solamente: e cosí interviene a l’amore.

Sofia. Dammi qualche esemplo.

Filone. Il nome di cavaliere è di ciascun cavalcante bestia di quattro piedi, ma s’appropria solamente a quelli che son destri ed esperti per far guerra a cavallo; e il nome di mercatante è di ciascuno che qualche cosa compri, ma l’appropriamo solamente a quelli che hanno per propria arte il comprare e il vendere mercanzie per guadagnare di quelle. Cosi l’amore essendo universal nome d’ogni cosa disiata, s’appropria a persone, o a cose principali, che abbino in sé essere piú fermo; e l’altre si dice disiarle, e non amarle, perché l’essere loro è piú debole: ma in effetto tutte s’amano, ché, se ben non dirò che amo quella cosa che ancor non è, dirò che amo che sia, e se non l’ho, che amo d’averla; ché questa è ancor la propria intenzione del desiderante quando desidera, cioè, se non è, desiar che sia, e se non l’aviamo, desiar d’averla. Niente di manco l’amor, come piú eccellente vocabulo, si applica primamente a persone che sono e a cose eccellenti perfettive, ovvero possedute; e a l’altre diremo piú presto appetere, optare e desiare che amare, né affettare, né diligere, perché questi ne soglion mostrare piú nobile e fermo oggetto; e comunemente l’amor s’applica a le cose e il desio a l’azioni del loro essere, o ver di averle, non ostante che in sustanzia la significazione sia una medesima.

Sofia. Ancor di questo mi chiamo satisfatta, e concedo che appresso i mortali ogni amore è desiderio e ogni desiderio è amore. Ma appresso gli animali irragionevoli che dirai? ché noi vediamo che desiderano ciò che gli manca per mangiare o bere o per loro dilettazione, ovvero la loro libertá quando gli manca, ma non amano se non quel che hanno presente, come i lor figliuoli le madri e femmine e quelli che gli porgeno il cibo e il poto.

Filone. Ancor gli animali quel che desiderano amano avere, e quel che amano desiderano di non perdere, si che in tutti si scontra l’amore con l’appetito e desiderio.