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de l’origine d’amore, dialogo terzo.


Sofia. Filone, o Filone, non odi o non vói rispondere?

Filone. Chi mi chiama?

Sofia. Non passar cosí in fretta: ascolta un poco.

Filone. Tu sei qui, o Sofia? Non ti vedevo: inavvertentemente trapassavo.

Sofia. Dove vai con tanta attenzione, che non parli né odi né vedi i circunstanti amici?

Filone. Andavo per alcuni bisogni della parte che men vale.

Sofia. Men vale? non debbe in te valer poco quel che priva de’ tuoi occhi aperti il vedere e di tue orecchie non chiuse l’odire.

Filone. Giá in me quella parte non val piú che in un altro, né da me piú del dovere si stima, né i bisogni presenti son di tanta importanzia che possino talmente astraere l’animo mio: sí che di mia alienazione non son cause (come pensi) le cose per le quali andavo.

Sofia. Di’ dunque la causa di queste tue occupazioni.

Filone.. La mente mia fastidita dai negozi mondani e necessitá di si bassi esercizi, per refugio in se medesima si raccoglie.

Sofia. A che fare?

Filone. Il fine e oggetto de’ miei pensieri tu ’l sai.

Sofia. S’io’l sapessi, non tei domandarla; poi ch’il domando, noi debbo sapere.