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124 ii - de la comunitá d’amore

ne la primavera, che è passando il sole di Pesce in Ariete. E poiché allora ogni pianta è fiorita e ogni cosa ringiovenisce, perciò ella si chiama dea de la gioventú; ché in effetto Ebe è la virtú germinativa de la primavera, la quale è nata di Giove celeste e di Iunone terrestre ed eiementale per intercessione del sole. E dicono maritarsi ad Ercole, perché gli uomini eccellenti e famosi in virtú si chiamano «Ercoli», perché la fama de tali uomini sempre mai è giovene, e mai non muore né s’invecchia.

Sofia. Ho inteso di Ebe: dimmi di Marte loro figliuolo.

Filone. Marte, come tu sai, è pianeta caldo e produce caliditá nel mondo inferiore; la qual caliditá, mescolata con l’umiditá, significata per Ebe, fa la generazione di questo mondo inferiore, che è significata per Iunone. Si che questa figliuola e questo figliuolo parturí Iunone di Giove celeste, con i quali si fanno poi tutte le generazioni inferiori. Ancora dicono che si come Ebe significa generazione universale del mondo, cosí Marte, che è comburente e destruente, significa la corruzione, la quale si causa massimamente dal gran caldo della state, che dissecca ogni umiditá; si che questi dui figliuoli di Iove e di Iunone sono la generazione e corruzione de le cose con le quali il mondo inferiore si continua. E perché la corruzione non deriva dal principio celeste se non per accidente, perché la propria opera e intenzione è la generazione, perciò dicono che Iunone parturí Marte per la percussione de la vulva, perché la corruzione viene dal difetto e percussione de la materia, ma non da l’intenzione de l’agente.

Sofia. Mi piace l’allegorico del matrimonio e de la legittima generazione di Giove e Iunone. Vorrei sapere qualche cosa de’ loro innamoramenti e straordinarie generazioni, come quegli di Latona, d’Alcumena e d’altri.

Filone. Dicono che Iove s’innamorò di Latona vergine e che l’ingravidò. La qual cosa sufferendolo aspramente Iunone, non solamente commosse contra di lei tutte le parti de la terra, in modo che nissuna la riceveva, ma ancora la fece perseguitare da Pitone, serpente grandissimo, che d’ogni luogo la scac-