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Pagina:A Prato impressioni d'arte.djvu/65


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sione che in molte ingenuità e indeterminatezze di disegno sembra un lavoro di scuola bizantina; basti osservare come sono trattati i tre nudi del Cristo e i due ladroni: il tratto è duro, pesante, tutta la gabbia toracica è rilevata come in uno scheletro; alcuni volti però rispecchiano una forte e spiccata individualità.

I personaggi è vero sono troppo affollati quasi a ridosso gli uni su gli altri, ma atti ad esprimere la tragica sintesi di quella scena, specialmente il gruppo dove la Madonna svenuta è sorretta dalle sante donne, mentre la Santa Maria Maddalena è inginocchiata ai piedi della croce; al quadro pietoso si contrappone la violenza brutale di due soldati armati di mazza ferrata e di lancia per martirizzare le carni di Gesù, e come altra nota di contrasto un cavaliere colle braccia incrociate fa atto di adorazione; gli angioli volanti coi calici per raccogliere il sangue sembrano imitati dalle pitture del trecento1.

  1. Anche la miniatura, l’arte paziente e precisa che alluminava i messali e alla quale i frati si dedicavano nelle loro piccole celle silenziose, doveva lasciare a Prato esemplari preziosi con i due antifonari eseguiti nel 1500, che il Milanesi dice trovarsi ancora nella cattedrale di Prato e che egli attribuisce ad Attavante degli Attavanti.
    La celebre bibbia urbinate della Vaticana, i codici nella Palatina di Modena, comprati da Alfonso I di Ferrara ed altre opere che il Milanesi ha descritto in un suo dotto