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Il Gaddi ha illustrato gli episodi più importanti di questa storia; vi è il ritorno in patria del Dagomari colla santa reliquia, l’apparizione dell’Angiolo per custodire il Cingolo mentre il giovane dorme e infine questi che morente lo consegna e lo raccomanda al proposto della chiesa di Prato.

Il Baldanzi del resto ha tolto il fatto dalla vita di Giovanni Pisano scritta dal Vasari; lo scrittore aretino dice che nel 1141 fu consegnato da Michele al proposto della Pieve il sacro Cingolo, che nell’anno 1312 fu rubato e il ladro scoperto fu condannato a morte.

«Da che mossi i Pratesi di fare, per tenere più sicuramente la detta Cintola, un sito forte e ben accomodato onde mandato per Giovanni che era già vecchio, feciono col consiglio suo nella chiesa maggiore la cappella, dove ora sta riposta la detta Cintola di nostra Donna.»

L’Annunziazione è ben conservata e mostra tutti i caratteri della scuola di Giotto che tanto si distacca dalla senese. Questa dava la massima importanza al dettaglio e cercava la grazia delle forme, la dolcezza delle espressioni, il colorito delicato e luminoso; quella voleva l’insieme semplice, ma metteva in rilievo con un disegno incisivo l’ossatura del corpo ed il carattere di una fisonomia.