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lentezza, ora interrotti per le scappate amorose del pittore impenitente, scontentarono talvolta la città ed i magistrati — invocanti perfino contro di lui l’intervento di Carlo dei Medici succeduto all’Inghirami nella propositura — quando dopo tanti anni di attesa furono compiuti, calmarono tutte le inquietudini e suscitarono l’ammirazione più schietta.

A quei tempi ed anche molto prima, ogni bellezza artistica era compresa dal popolo e basti ricordare le feste che Firenze tutta tributò al Cimabue, quando dipinse la tavola della Madonna nella cappella Rucellai in S. Maria Novella, che fu portata in trionfo per le vie della città.

Fra Diamante ajutò Fra Filippo, ma deve essersi limitato alla pittura di pochi accessori, giacchè questi affreschi troppo spiccatamente rivelano le qualità caratteristiche del maestro.

Alla copiosa e bella opera del Lippi ha consacrato ora uno studio il critico inglese Edward C. Strutt1, il libro è corredato da splendide illustrazioni dovute in gran parte alla casa Alinari di Firenze, edito da George Bell benemerito per altre importanti pubblicazioni artistiche.

  1. Fra Filippo Lippi by Edward C. Strutt. London, George Bell, 1901.