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FRANCESCO DELLA VALLE


I

AL NASCER DEL GIORNO

     Or che ’l dí nasce e la mia bella e cruda
forse dal cheto sonno è desta al lume,
e su le molli fortunate piume
posa le membra pensosetta ignuda;
     Amor, pria ch’ella sorga o gli occhi chiuda,
deh valle a rimembrar com’è mio nume,
e che pensando a lei, com’ho costume,
quest’avvampato cor s’agghiaccia e suda.
     Chi sa se per pietá de’ dolor miei
forse in quest’ora, ch’ad Amor sí piace,
pensa ella a me, com’io sol penso a lei?
     Ahi, che vaneggia il mio pensiero audace?
Se ciò mai fosse, io di piacer morrei.
O miei stanchi pensier, datevi pace.