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<ii Bindino Saivani sposò, infatti, il 7 maggio ’85, Meo di Simone Tolomei. — Il primo nome del v. 13, troueo per elisione, non si capisce se appartenga a uomo o a donna; Poggese, invece, è certo maschile (un Mino Poggese, nunzio, si trova ricordato per una condanna nel 1273). Gli altri nomi e le altre allusioni del son. non sono suscettibili di chiarimenti.

XXXI. — Il Fare è il Faro di Messina, come gli antichi (p. es. Benvenuto da Imola, Com., ed. Lacaita, I, 248-9) chiamavano lo stretto.

XXXIV. — L’odio di Siena contro Colle di Valdelsa ebbe origine dalla sconfitta ivi ricevuta dai senesi l’8 giugno 1269.

XXXVIII, 13: su questa locuzione cronologica, non frequente, cfr.

Rossi, in Giorn. slor., XLIX, 391 ; ed è es. da aggiungere ai pochi recati dal Paoli, Progr. scol. di paleogr. lai., III, 204, n. 1.

XXXIX. — «Sudare»; il santo Sudario (cfr. Rossi, 1 . c.; Sanesi, in Pulí. d. Hoc. darti., N. S., XIV, 36-7).

XL, 11: m. Angioliero è il padre del poeta (cfr. p. sg.).

XLV. — Arcidosso, in Val d’Orcia, era una fortezza di prim’ordine mentre il p. scriveva, ed apparteneva agli Aldobrandeschi. Montegiovi, anche in Val d’Orcia, ebbe in origine conti propri, indi passò ai Buonsignori. — Si ricordi a proposito dei vv. 10-4 la leggenda medievale della fontana miracolosa, che, sita nel paradiso terrestre, aveva la virtú di perpetuare la vita o restituire la giovinezza (Gkak, Miti, legg. e superstiz.

del vi. e., I, 31 sgg.).

XLVI. — «Ficecchio» : oggi Fucecchio, nel Valdarno inferiore ; Pogna o Pugna, casolare in Val d’Arbia, che dá il nome ad una vailetta; Bocchezzano o Boccheggiano, in Val di Merse. L’India «maggiore», quella di qua dal Gange.

LI. — Il nome «pera» (v. 5) implica forse un’allusione a quello di una donna (Piera?), per gelosia della quale la Becchina piantò l’amante.

LVII, 13: il padre del p. fu iscritto nell’ordine dei «frati gaudenti».

LX, 2: «becco»; si allude a Becchina.

LXXII. — «Mia donna» si può intendere cosi della moglie (è l’interpretazione comune) come dell’amica di Cecco (è quella, che ora a me sembra preferibile;: a meno che il son. non isvolga un motivo burlesco tradizionale.

LXXXVII. — «Ne l’oste stando» (v. 4) si potrebbe riferire ad una delle due campagne, cui partecipò l’A., quella del 1281 e l’altra dell’ ’88 (cfr.

p. So). Nella prima C. fu multato due volte «prò sua absentia» : che questa fosse dovuta alia vendita dell’armatura, cantata nel son.? Ma potrebbe trattarsi anche di vanti fantastici, senza fondamento reale.

XCI. — La moglie imposta al p. dai genitori (vv. 9-10) non è da identificare, sull’asserto del D’Ancona (op. cit., p. 181), con m. Uguccia Casali da Cortona, che sposò, si, un Cecco Angiolieri, ma da Cortona e non da Siena (Bull. sen. d. si. pai.. VIII, 436-7, 440). Pei vv. 13-4 cfr. i sonn. vili e ix del Tedaldi, che appunto si riammogliò.