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VIII-IX. — Podestá a Nocera nel 1320 e investito d’un altro pubblico incarico nel 1326, Cucco di messer Gualfreduccio Buglioni prese parte nel 1329 ad una spedizione di cavalieri mandati da Perugia al servizio del legato di Lombardia; lo troviamo poi (14 giugno 1333) tra i fuorusciti, quasi certamente per causa dell’uccisione di messer Oddo degli Oddi (cfr. p. 144), per la quale andaron esuli anche i suoi figli, Colaccio e Pellino. S’ignora quando morisse. Cfr. Tommasini Mattiucci, Nerio Mose., p. 2, n. 6; Arch .

stor. it., XVI, 1, 88 e 103; Fabretti, op. cit., I, p. io; L. de Baglion de la Dufferie, Hist. de la maison de B agitoti , Poitiers, 1907, p. 487, e Pérouse et les Paglioni, Paris, 1909, p. 26, n.; V. Corbucci, nella cit, misceli, per nozze Manzoni-Ansidei, pp. 137-51. Di lui ci restano solo i 4 sonn. di queste due tenzz. ( D, cc. 70 r - 71 v ), stampati giá dalPAllacci (pp. 258-61) e riprodotti, con note, dal Corbucci; due (VIII, 1 e IX, 2) ne aveva ripubblicati il Monaci (Dai poeti ani. perug. cit.).

Tenz. VIII. — 1, 1 «vedere», 4 «volere»: ma la rima vuole «ire»;—6 «voce» : corr. per la rima. — 2, 2 «ni hem»: ma «ni» («né») allunga il v.; —5 «erede» : da accorciare ;— 8 «maveron», che sará «ma averòn» (fut.); — 13 «cheteste» : facile l’emend.—3, 1 «ella» = «en la»;—16 «lingua». — 4, 9 «di trarli»: «di» sovrabbondante; — 13 «et io vincitor» : soppr. «io» per la misura.

Tenz. IX. — 1, 5 «E se», 9 «Et ode»: la congiunz. è sovrabbondante; — 11 «lascio» corr. da «lascia»; — 12 «ad* suppl.; — 15 «Lesist ghut ghot nich uenghert»: ho emendato congetturalmente. — 2, 5 «’l» suppl.; — io «el gram dillecto»: «gram» sovrabbondante. — 3, 6 «la» suppl.; — 11 «vestito»;—12 «chi girseli po». — 4, n:inprinc. «e», sovrabbondante;— 12 «che» suppl.; — «dèmpo» (per «dempo’» =* «dipoi») corr.

da «dipo», impossibile per la rima; — 13 «avero»; — 18 «sera»: sostituisco «è» per evitare l’ipermetria.

X-XIII. — Poco si può dire circa queste ultime tenzz. (D, cc.

67 v, 20 r, 72 z-73 r, 66 r), dell’ultima .delle quali si ha soltanto la proposta. — Cola di messer Alessandro, perugino, è nominato nel 1337 e nel ’44 (Arcit. stor. it., XVI, 1, 117 e 134; Tommasini Mattiucci, op. cit., p. 132, n. 2). Il suo son., solo superstite, fu pubbl. giá dall’Allacci (p. 288), come pure quello di Giraldello (p. 365). — Magiolo di Andreuccio di Gocciolo fu uno dei fuorusciti riammessi in Perugia nel maggio 1371 (Fabretti, op. cit., I, p. 39).