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misericordie, è prontissimo a rimettere i peccati all’uomo che dimanda perdono, purché egli toglia via l’impedimento, che lo fa incapace d’esso perdono, cioè l’impenitenzia e l’odio verso il prossimo. Il qual odio dirittamente s’oppone al perdono, che dimandò il peccatore a Dio: perché, se per amor di Dio noi non vogliamo rimettere il debito di cento danari al prossimo, con che fronte e con che fede possiamo noi dimandare a Dio, che ci rimetta a noi un debito di diecimila talenti? Adunque il peccatore penitente, volendo dimandare il perdono de’ suoi peccati a Dio, e considerando che l’orazione fatta senza fede è infruttuosa, per poter orare con fede, ricorre alla promessa di Cristo, e sopra d’essa fonda la dimanda sua dicendo: «Dimíttc nobis debita nostra, sicut et nos dimiltimus debitoribus nos tris»; ed è come si dicesse: «Signor mio, il tuo unigenito Figliuolo ci ha promesso che, perdonando noi l’offese ricevute dal nostro prossimo, Tu a noi perdonerai quelle che Tu hai ricevute da noi. Ecco, Signor mio, noi, mediante lo spirito tuo, perdoniamo le ingiurie che ci hanno fatte i nostri prossimi: adunque usa con esso noi la tua misericordia, secondo la promessa dal tuo Cristo, e, si come noi per debito perdoniamo agli altri, cosí tu per mera grazia perdona a noi». A me pare questa esposizione semplice, schietta e vera e libera da tutte quelle difficultá, che proponete voi. Le quali, se non m’inganno, non vi molesteranno piú, se vorrete considerar le cose che v’ho dette di sopra.