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dice che il diavolo l’abbia percosso, ma dice: «La mano del Signore m’ha tócco...». Cosí fanno gli uomini pii: ricevono, dico, ogni cosa dalla santa mano del Signore, e per conseguente si stanno cheti e pazienti nelle ingiurie e nelle persecuzioni, sapendo che è dura cosa il calcitrare contro allo stimolo, e che Dio fa L>ro gran favore, quando come figliuoli gli flagella. Non sapete voi ancora che in questo mondo Dio vuole che gli impii prevagliano contra i pii, quanto alla carne e alle cose temporali? come Cairn contra Abel, Esau contra Iacob, Saul contra David, e i giudei contra il Santo de’ santi. Ma guai agli impii che affliggono i pii! perciocché «colui, che tocca i pii, tocca la pupilla dell’occhio mio», dice il Signore, il quale renderá a quelli, che ci affliggono, afflizione, e a noi, che siamo afflitti, consolazione e la vita eterna per le tabulazioni momentanee, purché siamo pazienti, purché ci portiamo virilmente, aspettando il Signore. Il quale dice espressamente nel Deuteronomio che a lui appartiene la vendetta; di maniera che chiunque vuol vendicare le proprie ingiurie si usurpa l’ufficio di Dio superbamente, e merita d’esser abbandonato e punito rigidamente da Sua divina Maestá, la quale lo averebbe favorito e difeso, se con pazienza avesse lasciato operare a lei, rendendo bene per male, orando per li suoi persecutori e facendo bene a coloro che gli portano odio, come ci comanda Giesú Cristo espressamente in san Matteo. Ma forse mi direte che queste cose sono facili a dire, ma molto difficili a mettere in pratica. Anzi io vi confesso che sono impossibili alla nostra natura corrotta senza la grazia di Dio, ma sono facili a coloro, che, diffidando della loro virtú, ricorrono con fede a Colui il quale solo dá ogni virtú e nel quale ogni cosa è possibile ai fedeli; a Colui, dico, che promette che il Padre suo ci concederá benigna mente ogni cosa che dimanderemo nel suo nome. Dimandiamo adunque, fondando la nostra fede nelle promissioni di Cristo, che non può mentire; e ogni cosa dal Padre impetreremo. Ma noi le piú volte facciamo tutto il contrario: nelle tabulazioni non ricorriamo a Dio, ma ricorriamo alla nostra prudenza, agli amici, a’ parenti; ci disperiamo, ci lamentiamo, minacciamo