Pagina:AA. VV. – Opuscoli e lettere di riformatori italiani del Cinquecento, Vol. I, 1913 – BEIC 1888692.djvu/84



afferma che esso e gli altri, eletti da’ protestanti ad esaminar la dottrina della religione, sono stati d’accordo con noi, che nel sacramento dell’Eucaristia si esibisce a colui, che si comunica, il vero corpo e il vero sangue di Cristo, nostro Signore, e che Egli in questo santissimo sacramento si dee adorare, e afferma ciò farsi dalla parte loro. Né niega, che nella chiesa antica egli non si usasse di osservare, ma solamente dice: «Varie observatum esse in Ecclesia veteri». Questa è la ritrattazione del Bucero e de’ suoi aderenti; e nondimeno molti di quelli, che da loro hanno imparata la falsa dottrina, dai medesimi non vogliono imparar la buona, ma si stanno ostinatissimi nelle loro immaginazioni, accecati dalla superbia umana, amatrice delle novitá e nimica delle vie comuni. La qual superbia si nasconde facilmente sotto il falso zelo della religione, e allora i suoi inganni sono sommamente difficili da scoprire, quando le persone per cosi fatte novitá si mettono in pericolo di perder l’onore, la roba e la vita: perché allora non si possono immaginar d’esser ingannati dalla carne e dal diavolo; e cosí ognora piú s’indurano nelle falsitá, e diventano acerbissimi censori del prossimo, condannando d’impietá l’uni versai senso e perpetuo uso della Chiesa e chiunque non si fa servo delle loro opinioni. Da questa arroganzia e da questi amari zeli gli liberi Nostro Signore Iddio, e doni loro caritá e dolcezza di spirito, e tanta umiltá, che s’astengano dal giudicar temerariamente i dogmi e l’usanze della Chiesa, condannando si rigidamente tutti quelli che con vera umiltá di cuore le riveriscono e seguitano; e comincino a credere che molti di coloro, che da essi sono condannati e tenuti idolatri e impii, perché non credono quello che credono essi, sono veramente religiosi, pii e a Dio cari; è, per contrario, nimico e odiato da Dio chiunque séguita questa loro superba presonzione. E noi, signor mio, se non vogliamo far naufragio in questi pericolosissimi scogli, umiliamoci nel cospetto di Dio, non ci lasciando indurre da ragione alcuna, per verisimile ch’ella ne paresse, a separarci daH’unione della chiesa Cattolica, dicendo con David: «Vias tuas. Domine, demonslra mi hi, et semitas tuas edoce me, quia tu cs Deus salvator mais»\ e senza dubbio saremo