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IV Marcantonio Flaminio a Pietro Carnesecchi Del Sacramento dell’altare e dell’uso della messa, contro gli zuingliani. Alli mesi passati noi parlammo alcune volte insieme del santissimo Sacramento dell’altare e dell’uso della messa, perché l’abbominevol setta zuingliana va crescendo per tutto, e molti, seguendo l’opinion del Lutero, condannano d’idolatria la messa, e d’impietá coloro che l’ascoltano. Per la qual cosa Vostra Signoria meritamente desidera di sapere come si deve rispondere a costoro, dovendo noi esser apparecchiati a render ragione della nostra fede a ciascuno. E, quantunque a me paia che le cose, che noi dicemmo allora, possano bastare ad ogni persona veramente pia; nondimeno, perché queste materie sono di grandissima importanza ed essenzialissima nella dottrina della Chiesa, e noi, avendo comoditá e ozio, debbiamo informarcene di maniera, che possiamo non solamente confermare nella veritá i pii, occorrendoci opportuna occasione, ma eziandio confutare la falsitá degli avversari, ho voluto veder quello che rispondono loro i nostri nelle dette materie. E, perché son rimaso molto soddisfatto di tal lezione, giudico essere debito mio d’avvisarne Vostra Signoria, alfine ch’anco Essa legga i medesmi scrittori e gli consideri bene; il che facendo, mi rendo certo ch’Ella potrá gagliardamente rispondere a tutte le obbiezioni, che oggidí si vogliono fare in contrario. Adunque Vostra Signoria vegga Alberto Pighio nel primo libro De hierarchia ecclesiastica (capitolo vi), dove vedrá chiaramente che la Chiesa catolica ha creduto sempre la realitá del corpo e del sangue di Cristo nel Sacramento dell’altare. La qual cosa dimostra ancora il Rossense nel libro contra l’Ecolampadio. Del sacrificio della messa vegga il medesimo Pighio nel secondo libro delia predetta opera (capitolo v); dove dimostra che in questa materia non si può riprendere la Chiesa moderna, che non si riprenda insieme quella di tutti i tempi antichi, e, oltre a ciò, risponde