Pagina:AA. VV. – Opuscoli e lettere di riformatori italiani del Cinquecento, Vol. I, 1913 – BEIC 1888692.djvu/59



il medesimo piú volte esorta i cristiani che vivano sempre allegri ; e san Pietro dice che coloro che credono in Cristo, quantunque siano afflitti da diverse tentazioni, esultano d’una allegrezza inenarrabile e glorificata. Adunque, quando la Scrittura santa menaccia e spaventa i cristiani, debbano intendere che parla alli cristiani licenziosi, li quali, non servando il decoro delli figliuoli di Dio, deeno esser trattati come servi e tenuti in timore, infin che gustino quanto è soave il Signore, e che la fede faccia in loro gli effetti suoi e che abbino tanto di amore filiale, che sia bastante a conservarli nel decoro della pietá cristiana e nelle imitazioni di Cristo. Quando la medesima Scrittura esorta i cristiani veri al timore, non intende che debbiano temere il giudicio e la ira di Dio, quasi che egli sia per condannarli, perché, come abbiamo giá detto, per la testimonianza che rende lo Spirito santo allo spirito loro, sanno che Dio gli ha chiamati ed eletti ; e ciò per sua mera misericordia, e non per li meriti loro: onde non dubitano punto che per la medesima misericordia Egli non sia per mantenerli nella felicitá, nella quale gli ha collocati. Si che la Scrittura non esorta costoro al timore servile ma filiale, cioè che come buoni figliuoli guardiamo di non offendere la pietá cristiana, e di commettere cosa alcuna contro il decoro delli figliuoli di Dio, e di contristare lo Spirito santo, che dimora in noi; e che, conoscendo la depravazione di questa nostra natura, stiamo sempre attenti e vigilanti e mai non ci fidiamo di noi medesimi, perché abitano nella carne nostra e nell’animo nostro gli appetiti e gli affetti, i quali, come nemici mortali dello spirito, sempre ci fanno insidie e s’ingegnano di farci superbi, ambiziosi, avari e sensuali. Questo è il timore, al quale esorta la Scrittura i veri cristiani, i quali giá hanno gustato quanto è soave il Signore, e attendono con ogni studio all’imitazione di Cristo, e di questo timore tanto si vanno spogliando quanto si spogliano dell’uomo vecchio. Non deeno mai i cristiani buoni spogliarsi del tutto di questo timore filiale, il quale è amicissimo della caritá cristiana, si come il servile nimico, né con lei può stare. Per le cose dette si può intendere chiaramente che ’1 pio cristiano non ha da dubitare della