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che ci accusi? Dio è quello che ci giustifica. Chi sará colui che ci condanni? Cristo è morto per noi, anzi è resuscitato, il quale siede alla destra di Dio e interciede per noi. Lascia adunque, o anima mia, i pianti e li sospiri: benedici; anima mia, il Signore: tutti li miei interiori benedicano il nome santo suo: benedici, anima mia, il Signore, e non ti scordare mai di tutti i suoi doni; il quale è propizio a tutte le tue iniquitá, il quale sana tutte le tue infirmitá, il quale ricupera dalla morte la vita tua, il quale ti corona di misericordia e di compassione. Misericordioso e clemente è il Signore; tardo ne l’ira, e grande di misericordia. Non in eterno contende né in eterno serba l’odio; non secondo i peccati nostri ha fatto, né secondo le iniquitá nostre ha retribuito a noi; perciocché, secondo l’altitudine del cielo sopra la terra, ha notificata la misericordia sua sopra quelli che lo temono, secondo la distanzia dell’oriente dall’occidente, ha fatto lontane da noi le nostre transgressioni. Come ha misericordia il padre del figliuolo, ha avuta misericordia il Signor di noi, donandoci il suo unigenito Figliuolo. — Con questa fede, con questi ringraziamenti, con questi e simili pensieri debbiamo ricevere il sacramento del corpo e sangue di Iesú Cristo nostro Signore. In questo modo si scaccia fuori de l’anima il timore, si aumenta la caritá, si conferma la fede, si rasserena la conscienzia, e la lingua non si vede mai stanca di lodar Dio e di rendergli infinite grazie di tanto beneficio. Questa è la virtú, l’efficacia e l’unica fiducia dell’anima nostra. Questa è la pietra, sopra la quale la conscienzia edificata non teme alcuna tempesta, né pur le porte dell’inferno, né l’ira di Dio, né la Legge, né il peccato, né la morte, né i demoni, né alcuna altra cosa. E, perché tutta la essenzia della messa consiste in questo divinissimo sacramento, quando il cristiano vi si ritrova, doverebbe tenere sempre gli occhi della mente fissi nella passione di questo nostro benignissimo Signore, contemplando da un lato lui in croce, carico di tutti li peccati nostri, e da l’altro Dio, che li castiga, flagellando invece di noi il suo dilettissimo Figliuolo. Oh felice colui, che chiude gli occhi a tutti gli altri spettacoli, né vuole vedere né intendere altro che lesti Cristo crocifisso, nel quale