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Ma guardasi il cristiano di non pigliarsi per queste parole la licenzia del peccare, perché questa dottrina non appartiene a coloro i quali, onorandosi del nome cristiano, con le parole confessano Cristo e con i fatti il negano; ma tocca alli veri cristiani, i quali, tutto che combattino virilmente con la carne e col mondo e col diavolo, pur cadono ogni giorno, e sono costretti a dire di continuo: «Remetti a noi gli debiti nostri». A costoro noi parliamo per consolarli e sostentarli, acciocché non cadano in disperazione, quasi che ’l sangue di Cristo non ci mondi da ogni peccato, e che Egli non sia l’advocato e la propiziazione dei membri suoi. Adunque, quando saremo sollicitati a dubitare della remissione de’ nostri peccati, e che la nostra conscienzia si cominciará a perturbare, ricorriamo subitamente, di fede ornati, al precioso sangue di Iesú Cristo, per noi sparso su l’altare della croce, e a’ fideli distribuito nell’ultima cena sotto il velame del santissimo sacramento; il quale fu da Cristo instituito, perché celebrassimo la memoria della morte sua, e con questo sacramento visibile rendessimo le nostre afflitte conscienzie sicure della nostra reconciliazione con Dio. Cristo benedetto fece testamento, quando disse: «Questo è il corpo mio, il quale è dato per voi, e questo è il sangue mio, il quale è del nuovo Testamento, il quale si sparge per molti in remissione dei peccati». Noi sappiamo, che ’l testamento, come dice san Paulo, quantunque sia di uomo, nondimeno, se sará autenticato, nessuno il disprezza o sopraggionge alcuna cosa, e nessuno testamento è valido innanzi la morte, ma dopo la morte è validissimo. 11 testamento adunque di Cristo, nel qual promette la remissione de’ peccati, la grazia e la benivolenzia sua e del Padre, e promette misericordia e vita eterna; questo testamento, dico, acciocché fosse valido, l’ha confirmato col suo sangue precioso e con la propria morte. Onde san Paulo dice che Cristo per questo è mediatore del nuovo Testamento, acciocché, intervenendo la morte alla redenzione di quelle prevaricazioni le quali erano sotto il primo Testamento, coloro, che sono chiamati, ricevano la promissione della eterna ereditá. Perciocché, dov’è il testamento, è necessario che vi intervenga