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Capitolo VI

Alcuni remedi contra la diffidenzia. Ma, perché il demonio e la prudenzia umana sempremai cercano di spogliarci di questa santissima fede, per la qual crediamo che in Cristo siano stati castigati tutti li nostri peccati e che per lo suo preciosissimo sangue siamo reconciliati con Dio, bisogna che ’l cristiano abbia sempre apparecchiate Tarmi di difendersi da questa pessima tentazione, la qual cerca di privar l’anima della sua vita. Fra questi armi giudico che siano potentissime le orazioni, e l’uso frequente della santissima communione, e la memoria del battesimo e della predestinazione. Nelle orazioni diremo col patre del lunatico: «Signore, aiuta la nostra incredulitá». E diremo con gli apostoli: «Signore, aumentaci la fede». E, se in noi regnerá un continuo desiderio di crescere in fede, speranza e caritá, di continuo oraremo come ci ordina san Paulo; perché la orazione non è altro che un fervente desiderio fondato in Dio. Con la memoria del battesimo ci confermeremo d’esser pacificati con Dio, perché san Pietro dice che l’arca di Noè fu figura del battesimo. Adunque, si come Noè, credendo alle promesse di Dio, si salvò nell’arca dal diluvio, cosí noi per la fede ci salviamo nel battesimo dell’ira di Dio, la qual fede è fondata nella parola di Cristo, il qual dice: «Chi crederá e sará battezzato, sará salvo». E ragionevolmente, perché nel battesimo ci vestiamo di Cristo come afferma san Paulo, e per conseguente siamo fatti partecipi della sua giustizia e di tutti li suoi beni. E sotto questa preciosissima veste li peccati, che commette la nostra fragilitá, stanno coperti, né ci sono imputati da Dio, e, come dice san Paulo, a noi tocca quella beatitudine del salmo che dice: «Beati coloro a’ quali sono remesse le iniquitá, e i peccati de’ quali sono coperti ! Beato l’uomo, al quale il Signor non imputa il peccato!».